Finardi all'Arena
il 16 marzo alle ore 21 nella Sala Grande dell'Arena del Sole
Eugenio Finardi
Suono - Appunti teatrali e contrappunti
Dopo la prima tenutasi il 21 febbraio 2008 al Teatro dei Filodrammatici di Milano (da cui è stato registrato il dvd Suono di recente pubblicazione per Ermitage, con la produzione di Gianluigi Salvioni), Eugenio Finardi torna in scena con lo spettacolo Suono-Appunti teatrali e contrappunti a partire dal 16 marzo al Teatro del Sole di Bologna e poi a seguire nelle maggiori città per una serie limitata di repliche, che anticipano la vera e propria tournée nei più prestigiosi teatri d’Italia, prevista per l’autunno e l’inverno 2009.
Accompagnato dalla sua fidata band composta dal chitarrista Max Carletti, Federico Ariano alla batteria, Paolo Gambino al pianoforte e Stefano Profeta al contrabbasso, Eugenio Finardi si confronta per la prima volta nello spettacolo Suono con la prospettiva del teatro-canzone. E riannoda così i fili della sua lunga storia alternando racconti e canzoni, quelle famose e altre meno note ma non meno significative: Le ragazze di Osaka, Laura degli Specchi, Katia, Patrizia, Vil Coyote, Diesel, Dolce Italia, tra le altre. Sono racconti di vita, di esperienze e riflessioni a cuore aperto. Lo spettacolo arriva al termine di un anno, il 2008, particolarmente fortunato e impegnativo per Finardi: al Premio Tenco gli è stata assegnata la Targa Tenco 2008 per il progetto su Vysotsky con l'ensemble Sentieri Selvaggi diretto da Carlo Boccadoro; subito dopo l'uscita del dvd "SUONO" è stata accompagnata da numerosi eventi promozionali che hanno visto Finardi presente in molte trasmissioni televisive, da "Parla con me" con Serena Dandini a "Che tempo che fa" con Fabio Fazio nella serata dedicata a Fabrizio De Andrè, dove si è esibito in una straordinaria "Verranno a chiederti del nostro amore" con Nicola Piovani al pianoforte.
Con Suono Finardi va oltre l'ambito, per lui abituale, del concerto con parole per arrivare anche a momenti di pura teatralità. Il tutto per sviluppare concetti e raccontare storie, autobiografiche e non. Come quella che apre lo spettacolo, Sono nato in uno strumento musicale, in cui rievoca la figura della madre americana cantante lirica; oppure quella del Tre Lingue, in cui rievoca come a casa sua da ragazzo si parlasse il «finardese», una curiosa mescolanza di americano e italiano. E poi il suo amore per la musica nel monologo Blues, i sogni infranti della sua generazione in Il Sessantotto, le speranze per un avvenire con l’Uomo finalmente al centro di tutto in Il Futuro.
Da tempo la ricerca musicale e soprattutto vocale ha portato Eugenio Finardi a esplorare quelle zone di confine dove l'interpretazione fonde i linguaggi della musica, dal Blues, al Fado, alla Classica Contemporanea, con quelli della performance teatrale. Ambiti in cui sviluppare i complessi temi dell'identità, della trascendenza, della ribellione, senza però mai dimenticare momenti di ilarità e riflessione autoironica.
Con Suono Eugenio Finardi ha scelto di interpretare teatralmente la sua vita. "Non tutti sanno che," dice Finardi "prima di firmare il mio primo contratto discografico con Battisti, studiavo Teatro all'università di TUFTS a Boston (la mia prova d'esame fu L'UOMO DAL FIORE IN BOCCA di Pirandello), spero che mi sia utile…"