Lo spettacolo

Il rigore del gesto esatto nell’incontro con una leggerezza che crea armonia nel contrasto. Vuole consegnarci questa bellezza di opposti il titolo scelto da Monica Casadei per la sua nuova creazione, Codice India – Ineffabile stato di grazia, creato in coproduzione con il festival e tappa del progetto “Artemis incontra Culture Altre” intrapreso dalla coreografa ferrarese dal 2005. Un percorso che ha portato la compagnia Artemis in Brasile, a Cuba, in Messico, in Turchia e in India, viaggi da cui sono nati altrettanti spettacoli.

Per Codice India Artemis ha attraversato il paese, dal Sud al Nord, dalla costa di Chennai a Madurai, con tappe a Dehli e Chandigarh dove Casadei ha presentato la sua trilogia latinoamericana, Brasil Pass, Cuba 2006 e Mexica.Collapse e una novità su Fellini. Un viaggio che ha portato Artemis a interrogarsi “sul mistero dell’incontro con l’umanità dell’India, l’apertura, la disposizione al contatto incontrata in ogni volto, in ogni sguardo”. Codice India è partito dal desiderio di accostarsi da vicino al Bharata Natyam, un’arte sacra che in millenni è riuscita a non contaminarsi, a non diventare folklore. Spiega Casadei: “Mi piaceva l’idea di provare a entrare con i nostri corpi di occidentali nella mitologia cristallizzata di quest’arte. Abbiamo fatto un laboratorio che è stato il punto di partenza per un percorso che ci ha poi disorientato per l’impatto con l’umanità, lo struggimento, la gioia dell’India. Abbiamo scoperto un paese sorprendente, che disarma per la capacità di integrare gli opposti”.

Codice India non è uno spettacolo che vuole rappresentare, è il tentativo di prolungare negli interpreti quel sentimento di generosità e condivisione, di semplicità nella complessità che l’India ha lasciato nei danzatori e nella coreografa. “Partire da un luogo geografico e scoprire l’anima di un popolo. Tornare nel qui e ora spogli e più leggeri, pieni di un nutrimento nuovo e di un nuovo benessere. Un ineffabile stato di grazia” – scrive Casadei. Sette danzatori, musiche originali del giovane compositore Luca Vianini, piene di ritmi in levare legati a quella leggerezza che ammorbidisce il codice, scene bianche dove si riversa con potenza il colore. Uno spettacolo cresciuto senza forzature estetiche, “lasciandosi portare dalla corrente”.

I prossimi spettacoli

 
14 settembre

Serata Spettacolo

Presentazione Stagione 2010-11
 
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