Emigrant

"Emigrant" ideazione e testi Nadia Fabrizio, regia Dominique Pitoiset, 23 - 28 maggio
 

a cura del Liceo E. Fermi
Bologna


 

CLASSI II A: Ferrari Sara, Mengoli  Alessandro, Rossi  Isabella, Badini Francesco, Marcantonio Edoardo, Viscomi Virgilio, Palma Michele

Docente: Prof.ssa Iavicoli Anna Maria



LA RECENSIONE

Emigrant è uno spettacolo piuttosto insolito perché la protagonista si serve di canti e parti recitate per narrare la sua storia.  
Il pubblico era diviso in due sezioni: la platea e i palchi. L’illuminazione cambiava per ogni scena; le luci erano studiate in modo da enfatizzare i significati della storia raccontata e accompagnavano i cambiamenti emotivi della protagonista.
L’inizio della rappresentazione è introdotta dal rumore di un treno che ha lo scopo di far incuriosire e di creare attesa nello spettatore. Nella penombra si osservano degli strumenti disposti a semicerchio che catturano l’attenzione del pubblico e occupano tutta la scena.
Successivamente la solista (Nadia Fabrizio), il contrabbassista (Patrice Caratini), il chitarrista (Philippe Vranckx) e la fisarmonicista (Maryll Abbas) sono entrati ed è iniziata la performance.
L’attrice interpreta sé stessa, poiché racconta la sua storia attraverso l’alternanza di canzoni di Giorgio Ferigo e di parti parlate.  La trama narra della vita della protagonista, la cui famiglia è dovuta emigrare dal Friuli in Svizzera, in seguito alla perdita del lavoro del padre ed esprime la malinconia e la rabbia provata sia partendo che tornando nella propria terra.
Il ricordo della nonna, donna forte e fiera delle sue origini, rappresenta una figura costante nella vita dell’attrice che riporta alla memoria quando si recava con lei al cimitero a visitare la sua famiglia. 
Il tono e il contenuto delle canzoni rimandano a momenti di gioia (gli amori, gli amici, le feste, la polenta…) e a situazioni di profonda sofferenza (la nostalgia delle montagne natie, le consuetudini di vita abbandonate…).
Nonostante lo sconvolgimento e la desolazione causate dal terremoto del 1976 e l’isolamento del territorio di provenienza, l’interprete dichiara di essere disposta a ricominciare la sua vita per il profondo legame che sente nei confronti della sua terra.
Le tematiche che maggiormente risaltano nello spettacolo sono il sentirsi sempre “stranieri”, la sofferenza di stare lontani dalla propria famiglia e dalla terra natia e la malinconia di ritrovarla cambiata.
Le parti cantate sono in dialetto friulano e hanno un importante valore affettivo poiché rappresentano le sue origini e le ricordano sempre la sua terra, ovunque si trovi.
A rendere più comprensibile il dialetto locale sono stati utilizzati dei sovra titoli, molto apprezzati dal pubblico.
I canti tradizionali della Carnia non solo sono tutto ciò che rimane agli emigranti della loro terra natia ma costituiscono un forte legame con coloro che sono rimasti.
Cantare significa raccontarsi e ricordare.
La composizione di sole parti cantate e recitate ha reso però l’intera opera un po’ lenta.

LA RUBRICA: NOI TRA PALCO E REALTÁ


Le tematiche trattate nello spettacolo “Emigrant” possono essere attualizzate ai giorni nostri: l’emigrazione e la malinconia della terra natia riguardano molte persone che, sempre più, cercano condizioni di vita migliori. Vi sono uomini che abbandonano il loro paese per cercare lavoro o per fuggire dalla guerra. Un esempio di tale fenomeno è rappresentato dallo spostamento di civili da ogni parte del mondo, che sono disposti a grandi sacrifici pur di cambiare il destino della loro vita. Tutto ciò che ci viene raccontato dai media riguarda il punto di vista di chi li accoglie e viene presentato come se fosse un avvenimento negativo; vengono solo messe in evidenza le spese e la mancanza di infrastrutture, mentre i loro sentimenti non sono presi in considerazione tanto quanto è stato sottolineato dalla protagonista dello spettacolo.
La televisione, i giornali e i social proiettano l’attenzione sull’immigrazione delle popolazioni provenienti dai paesi più poveri e in guerra, tralasciando un fenomeno in aumento che è quello relativo alla cosiddetta “fuga dei cervelli”, la quale coinvolge gli studiosi italiani, costretti ad emigrare per poter realizzare i loro progetti, con una conseguente grave perdita per l’economia e lo sviluppo del nostro Paese.

 

Calendario Stagione 2016/2017

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