Laika

"Laika", uno spettacolo di Ascanio Celestini, fisarmonica Gianluca Casadei, 5 - 7 maggio
 

a cura del
Liceo E. Fermi Bologna


 

CLASSE 2°P: Biacchesi Luca, Cavazza Giovanni, Grandi Clarissa, Isacco Chiara, Sacchetti Caterina, Bacci Elena, Gamberini Linda, Pini Eleonora, Scapoli Greta, Trambaiolo Simone

Docenti: Prof. Ivan Montebugnoli



LA RECENSIONE

Un paio di jeans, una t-shirt scura e una giacca, il viso umile e l’aspetto trasandato. Così si è presentato Ascanio Celestini sul palco dell'Arena del Sole la sera del 5 maggio, per dimostrare ancora una volta la sua grande capacità affabulatoria e il suo pronunciato sarcasmo, con lo spettacolo "Laika", da lui scritto e interpretato.
Il titolo dell'opera fa riferimento sia al nome della cagnetta inviata nello spazio dai Sovietici nel 1957, Laika appunto, sia all'aggettivo “laico”. Infatti, i personaggi interpretati dall'autore-attore vivono una vita dura di sacrifici, tanto da non potersi occupare di Dio, e si possono pertanto definire laici. Dal canto suo, Laika, spedita nello spazio per un viaggio senza ritorno, fu per qualche tempo “l'essere più vicino a Dio” e fu scelta per la missione proprio perché proveniente dalla strada, e quindi più resistente rispetto a cani di più illustre pedigree, esattamente come abituati agli stenti sono i protagonisti dello spettacolo.
Il lungo monologo recitato da Celestini viene a tratti accompagnato dalla fisarmonica di Gianluca Casadei e dalla voce fuoricampo di Alba Rohrwacher. L'apparato degli oggetti scenici è scarno: sei piccole lampade poste direttamente sul pavimento del palcoscenico e alcune casse di plastica, queste ultime separate dall'ambiente esterno per mezzo di un piccolo siparietto rosso inizialmente chiuso. Le lampade contribuiscono a creare un'atmosfera intima e concentrata sul protagonista, mentre le casse rappresentano simbolicamente la periferia e la vita urbana in generale, sfondo facilmente intuibile della storia.
L'attore si sposta tra i due distinti spazi scenici, evidenziati da altrettante aree circolari illuminate. Nel primo, Celestini si rivolge direttamente a San Pietro, interpretato dal musicista e doppiato dalla voce fuoricampo, mentre nel secondo narra le vicende dei vari personaggi nei quali di volta in volta si immedesima. L’attore interpreta il ruolo di un Cristo volutamente diverso dalla figura sacra dei Vangeli: vive in un umile condominio di periferia, dinanzi al parcheggio di un supermercato, che costituisce un vero e proprio microcosmo. Egli si affida a San Pietro dandogli consigli su come agire. Partendo dalle sue esperienze di vita quotidiana, il Cristo dei nostri giorni racconta in prima persona le storie di gente comune, quasi invisibile: un senzatetto, un'anziana signora, una malata di Alzheimer, una prostituta e un facchino nordafricano, nel linguaggio del testo, il "barbone", la "vecchia", la "vecchia impicciata", la "mignotta" e "il negro".
L'artista propone un registro linguistico volutamente basso, il cui turpiloquio rispecchia la posizione sociale marginale dei protagonisti delle varie vicende. Un intreccio di racconti crudi, ma a tratti teneri e commoventi, finalizzato a narrare la purezza e la reale forza degli “scarti della società”, che confluiscono tutti in un'unica storia, condita di un umorismo politicamente scorretto, che coinvolge lo spettatore sin dalla prima parola pronunciata dal protagonista.
Lo spettacolo riesce ironico e divertente, nonostante la serietà degli argomenti trattati. Sia il linguaggio sarcastico sia la concretezza e l’attualità dei temi hanno garantito a Celestini l’approvazione e l’applauso del pubblico, nonostante la difficoltà di seguire l’instancabile attore nelle sue metamorfosi da un personaggio all’altro.
Insomma, un vero e proprio one man show condito di vis comica, black humor e critica della società moderna.


LA RUBRICA: NOI TRA PALCO E REALTÁ
Intoccabili o non vogliamo toccarli?


Linguaggio scurrile e politicamente non corretto, storie di barboni, prostituite e facchini, sul palco nient’altro che scatoloni: questo è Laika, commedia che porta in scena un mondo freddo, dove Dio sembra essere veramente cieco.
Tramite l’ironia e l’ambientazione nella periferia romana, Ascanio Celestini vuole intrattenere e divertire lo spettatore, portandolo però anche a riflettere su temi sottovalutati della quotidianità, attraverso le storie di una prostituita, di una donna “impicciata” e di un facchino, che, dopo aver perso il lavoro, diventa un barbone. Sono personaggi dimenticati e rifiutati da un mondo egoista, teso solo al guadagno e dove, contrariamente a quanto si crede, ancora non ci sono uguaglianza e pari opportunità per tutti. Il titolo dello spettacolo istituisce una correlazione tra Laika, cane di strada spedito in orbita dai Sovietici nel 1957, che fu allora “l’essere vivente più vicino a Dio”, e l’aggettivo “laica”, riferito alla vita dei personaggi di periferia della storia, anch’essi, nella loro prosaica e negletta povertà, prossimi al Signore. 
Grazie alle sue doti di instancabile affabulatore e al suo modo diretto di raccontare, l’attore riesce ad intrattenere lo spettatore e al tempo stesso a farlo riflettere. Infatti, dopo aver assistito alla performance, ci renderemo conto che talvolta ci lamentiamo per motivi futili, senza pensare invece alla fortuna che abbiamo di trovarci in una situazione in cui possiamo decidere cosa fare e nella quale godiamo di moltissime opportunità. Tutto il contrario dei personaggi di Laika, la cui vita è compromessa dalla povertà materiale e culturale e dalla nostra mancanza di comprensione, ascolto e attenzione verso di loro.

Calendario Stagione 2016/2017

agosto 2017
lunmarmergiovensabdom
31123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031123
45678910

Cerca uno spettacolo