Vito interpreta, con fulminei cambi d’abito e di tono, un’esilarante girandola di sei personaggi: dall’ormai celebre idraulico Buganè al suo scapestrato figlio Calogero, dallo sfortunato ladro Athos alla petulante suocera Concetta Lo Muzio, dal poliziotto La Neve al pensionato Conte Femore, in una divertente e grottesca istantanea della società odierna.
Ne Il grande caldo si mostrano le disavventure di Buganè che, in una caldissima notte d’estate decide di portare il letto in terrazza per provare a dormire sotto il fresco delle stelle. Il fresco non c’è, ma curiosamente si accorge che la sua città, durante la notte, parla mille voci. Sono le voci di una famiglia un pò strana e di una Bologna ormai irriconoscibile per via di una globalizzazione inevitabile ma che fatica ad accettare. Nonostante il caldo, l’acidità di stomaco, le liti con la suocera e le discussioni col figlio, Buganè si addormenta e sogna altre voci, quelle dei fantasmi di un'Emila che non esiste più... |