Da tempo sulla scena della ricerca italiana ed estera, privilegiando l’innovazione e l’interazione tra linguaggi, Kinkaleri ha sentito l’esigenza di intraprendere una nuova fase creativa. Si confronta così con una struttura drammaturgica complessa come quella della tragedia shakespeariana che ha originato una miriade di interpretazioni e visioni in molteplici campi: da quello figurativo a quello musicale, da quello cinematografico a quello coreografico. Il lavoro si compone attraverso due figure sceniche elementari, una sorta di ossessione che sopravvive a tutto e ritorna sempre, qualcosa o qualcuno che non si può dimenticare, impossibile tuttavia da riconoscere chiaramente. |