Nella seconda metà dell’Ottocento, in un piccolo paese siciliano – il solito Vigàta, ma quasi un secolo e mezzo prima dell’avvento di Montalbano – per inaugurare il nuovo teatro civico, il prefetto dell’odiato paese vicino s’intestardisce, nonostante le opposizioni, a voler metter in scena Il birraio di Preston, melodramma di scarso valore, provocando quasi una guerra civile tra le due fazioni. Una storia esemplare in chiave di metafora per raccontare la Sicilia di oggi, non più quella del dolore e della eterna dominazione dello straniero, ma quella del paradosso siciliano: vivere della disdetta della propria natura e in più riderci sopra. |